Archive for febbraio 2007

E’ iniziata la quaresima!

martedì 27 febbraio 2007

Da pochi giorni ha avuto inizio la quaresima, un “tempo di grazia” nel quale tutti i cattolici sono chiamati a rivedere la propria vita e la propria esperienza di fede con particolare impegno e profondità. Per questo motivo, mi è venuto in mente che può essere bello riportare i passi della Bibbia che più colpiscono, in modo da conservarli, come se li chiudessi ino scrigno prezioso.
Oggi riporto questo passo, tratto dal Salmo 118:

Beato l’uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.
Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.
Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.
Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.

Il motivo per cui mi ha colpito? Per la semplicità e la forza con la quale mi ricorda che, per vivere la mia vita, è indispensabile prima di tutto conoscere gli insegnamenti del Signore. Sono il punto di partenza, la fonte insostituibile per la vita di ogni cristiano.

E’ veramente così per me?

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La consueta mediocrità

martedì 20 febbraio 2007

Sono un pendolare ormai da molti anni (di sicuro sono almeno 10): negli ultimi tempi la situazione delle ferrovie dello stato mi è stata di spunto per questa riflessione.
Sui treni che sono solito utilizzare nei miei viaggi verso Milano è ormai fatto assolutamente normale quello di arrivare a destinazione con 10 minuti di ritardo. Questo nel 90% delle occasioni (il restante 10% è suddiviso equamente tra ritardi inferiori e superiori ai fatidici 10 minuti). Questa situazione è ormai radicata, al punto che, se il treno accumula “solo” 10 minuti di ritardo, noi pendolari lo consideriamo praticamente in orario. Riflettendo un pochino sulla situazione, cercando di rompere un pò lo schema di abitudinarietà cui le nostre menti corrono sempre il rischio di conformarsi, sono giunto alla conclusione che siamo di fronte ad un esempio lampante del tema di questo post: l’abitudine alla mediocrità, in questo caso degli altri (nella persona “giuridica” di Trenitalia).
Ebbene, c’è una mediocrità ancor più temibile, la nostra. Penso che abituarsi alla mediocrità nella nostra vita, nel nostro modo di essere, nel nostro modo di sognare, sia uno dei pericoli più grossi che corriamo, perchè siamo portati ad “abbassare sempre di più il tiro” della nostra esistenza, adeguandoci alle nostre debolezze e ai nostri limiti. Al punto che non ci rendiamo più nemmeno conto di averne (così come non ci si accorge più dei 10 minuti di ritardo). E il momento in cui non ci accorgiamo più dei nostri limiti è anche il momento in cui perdiamo la cognizione di ciò che siamo realmente, abbiamo smesso di crescere. E se non c’è crescita, non c’è nemmeno vita.