Archive for luglio 2007

Trenitalia, libertà di…

giovedì 19 luglio 2007

Come ogni giorno sono sul treno. Insieme a me, molte altre persone, meno fortunate, che viaggiano in piedi. La temperatura esterna è superiore ai 30 gradi, non oso pensare a quella interna, vista l’assenza del condizionamento (eccezion fatta per i buoni e vecchi finestrini splalancati). Sembra di viaggiare su un treno in India, con la gente ammassata all’inverosimile. Ciliegina sulla torta: come ogni giorno, per qualche oscuro motivo, l’ultima carrozza del treno è inaccessibile.
Il laconico foglio di carta annuncia “Carrozza fuori servizio”, ma solitamente (non saprei spiegarne il motivo), ad un certo punto del viaggio, che non saprei identificare con precisione, la carrozza viene aperta. Oggi no, oggi siamo tutti vicini vicini, stretti in un abbraccio caldo e appiccicoso del sudore che sgorga copioso da ognuno di noi. Se solo fosse disponibile quello spazio inarrivabile della carrozza proibita.
Cercare delle spiegazioni è ormai inutile, ci siamo tutti più o meno rassegnati a queste stranezze, pagate da noi pendolari continuamente, a causa della indadeguatezza e della insondabilità delle decisioni delle ex Ferrovie dello Stato.
Trenitalia, libertà di viaggiare. A nostro rischio e pericolo, aggiungo io!

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Le 7 meraviglie

martedì 10 luglio 2007

Lo scorso 7 luglio (07/07/2007) sono state nominate le nuove 7 meraviglie del mondo. Se volete sapere qualli siano e come sono state scelte, vi rimando a questo post su Levysoft:
http://www.new7wonders.com/index.php

Se volete invece visitare direttamente il sito che ha organizzato il sondaggio (e organizza quello attuale sulle 7 meraviglie naturali), ecco qui il link:
NEW 7 WONDERS

L’indispensabilmente inutile

lunedì 2 luglio 2007

Ho letto questo interessante commento di Massimo Mantellini:

iPhone, lo shopping globale.

Mi è piaciuto molto l’accostamento fatto tra il fenomeno iPhone è l’idea del “culto”, una vera e propria adorazione di un feticcio, un oggetto che sembra portare dentro di sè promesse che vanno al di là della mera teconologia, arrivando ad investire aspetti profondi della propria, quasi che un nuovo telefono potesse davvero renderci migliori, più completi.
Mi viene in mente a questo proposito ciò che diceva Marshall McLuhan, l’inventore dell’espressione “villaggio globale”, secondo il quale la tecnologia è identicabile come estensione dei nostri sensi. Ogni oggetto del quale ci circondiamo sarebbe quindi una nostra “estensione”.

Quello che mi domando è dove ci porti questo bisogno quasi morboso di estendere il proprio essere con gli ultime trovate che le aziende sfornano (sia essa l’ultimo telefono in grado di sfornare briosche e caffè caldo o un cappotto D&G con superficie totale pari a quella di un bikini). A volte mi pare che l’uomo occidentale preferisca estendersi sempre di più (riprendendo l’espressione di McLuhan) perchè in questo modo riusciamo ad allontanarci da noi stessi, dalla fatica che comporta il fare i conti con il proprio io, la propria personalità, i propri difetti. Allora ci circondiamo di ogni genere di bene indispensabilmente inutile, basta che sia in grado di colmare almeno per la prossima settimana il nostro bisogno di distrarci da noi stessi.