Quando argomentare è meglio che proclamare

Ho appena terminato di leggere questo libro:

Immagine di Unioni di fatto, matrimoni, figli tra ideologia e realtà

Mi sento di consigliarlo a tutti, perchè si tratta di un’opera molto chiara e seria, che affronta un tema molto importante come quello delle unioni di fatto e il loro rapporto con la “famiglia fondata sul matrimonio”.

Ciò che più mi ha colpito è che mi sono reso conto di quanto l’informazione che ci arriva da tv e giornali è spessissimo frammentaria, parziale o addirittura strumentalizzata. Si tratta cioè di una serie di “proclami”, che nascondo la verità o addirittura in alcune situazione la stravolgono.

La ricerca e l’approfondimento sui problemi della nostra società (attuali e futuri) mi pare sempre più condizione irrinunciabile se vogliamo davvero avere una speranza di riuscire a capire il mondo che ci circonda.

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2 Risposte to “Quando argomentare è meglio che proclamare”

  1. marghe Says:

    Si è fatto un gran parlare di unioni di fatto quando sarebbe più logico permettere a queste coppie di unirsi in un regolare matrimonio invece di classificarle con sigle che cambiano ad ogni soffio di vento. Lo stato non deve essere cattolico, lo stato è laico e gli omosessuali hanno i medesimi diritti di chiunque.

  2. Pietro Alfano Says:

    @marghe
    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che gli omosessuali abbiano gli stessi diritti di chiunque, come peraltro viene più e più volte ribadito nel libro oggetto del mio post. Anzi, è innegabile che l’omosessualità porti spesso con sè delle situazioni di dolore ed emarginazione che devono essere affrontate dalla società.
    Il punto però è il seguente: lo Stato italiano (e non solo) ritiene che la famiglia sia uno dei suoi fondamenti, un bene che investe un interesse pubblico. Le unioni di fatto, invece, non sono parte dell’interesse pubblico, ma privato, e come tali andrebbero regolate e gestite (come peraltro è già ampiamente possibile oggi).
    Detta in altri termini, un conto è riconoscere diritti ai singoli individui, un altro è istituzionalizzare le unioni di fatto, parificandole con al matrimonio.
    Un’ultima cosa: io sono cattolico, come credo si sia capito da alcuni miei post. Tuttavia, nel parlare di matrimonio in questo caso (e soprattutto nel libro) il riferimento è al matrimonio civile. Cosa peraltro riscontrabile nella laicissima “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” all’articolo 16 (
    http://www.interlex.it/Testi/dichuniv.htm).

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