Questo pazzo pazzo pazzo mondo: Trenitalia

Sono un pendolare sulla linea Milano – Varese da ormai molti anni. Ho pertanto avuto la “fortuna” di assistere ad alcuni cambiamenti epocali nel trasporto passeggeri, quale ad esempio l’avvento dell’era TAF (Treno Alta Frequentazione), in sostituzione delle vecchie carrozze a due piani (progettate nel 1980 e cuore del pendolarismo, perlomeno lungo la mia tratta).

Beh, che cosa dire di questo capolavoro della tecnologia? Innanzittutto, è più piccolo di un “vecchio” treno (e quando scrivo più piccolo, intendo MOLTO più piccolo), il che ha portato all’ovvia conseguenza di un sovraffollamento negli orari di punta che può far guadagnare al viaggio quotidiano verso il lugo di lavoro o studio l’appellativo (poco ambito) di deportazione.

Per fortuna, la situazione non è durata a lungo: dopo qualche tempo, qualcuno si è probabilmente accortoche il servizio non era adeguato al volume dei viaggiatori ed ecco come per magia, negli orari critici, rispuntare le vecchie carrozze a due piani, nel frattempo riammodernate. Anche lì si rimane spesso in piedi, ma almeno c’è abbastanza spazio per potersi chinare ed allaciarsi una scarpa, qualora servisse.

Ma questa è storia. Passiamo ai giorni nostri….

Non paghi di questa straordinaria esperienza TAFfiana, ecco che i dirigenti Trenitalia (o chi per loro) decidono di regalarci un’altra perla: da qualche mese, infatti, ecco fare la loro comparsa i TSR (Treno Servizio Regionale, da noi ribattezzato Treno Super Ritardo). Come descriverli? Beh, diciamo che sono una sorta di riedizione del TAF, con la differenza che ogni treno è composto in realtà da due convogli di tre elementi, quindi offrono uno spazio maggiore rispetto agli antenati TAF, ma comunque ridotto rispetto alle carrozze a due piani.

Risultato? Beh, ve lo lascio immaginare fornendovi qualche dato.

I TSR sono convogli che vengono venduti in configurazione da 3 e 5 elementi: nel caso della tratta Milano – Varese, abbiamo treni composti da due convogli da tre, ognuno dei quali è accreditato di 306 posti. Benissimo, quindi, si fa in fretta a calcolare il totale offerto da questa soluzione: 612 posti a sedere.

Con che cosa confrontiamo questa cifra? Beh, ma con le “vecchie” carrozze a due piani provenienti direttamente dagli anni 80. Ognuna di queste carrozze offre circa 140 posti a sedere (arrotondati per difetto). E quante carrozze possono essere utilizzate nello stesso treno? Beh, il sottoscritto ne ha viste 7, trainate da un locomotore E464. Totale dei posti disponibili: 980.

Bene: guarda un pò, forse quella che i nuovi treni siano più piccoli non è solo un’impressione: 612 contro 980. Non c’è bisogno di aggiungere molto altro (se non che anche lo spazio per i viaggiatori in piedi è notevolmente maggiore nelle vecchie carrozze, provare per credere).

Aggiungo un altro particolare: un TSR da 3 elementi ha un costo di 5,44 milioni di euro, questo vuol dire che ogni convoglio sulla tratta Milano – Varese effettuato con questo materiale costa 10,88 milioni di euro.

La mia domanda a questo punto è la seguente: non c’era modo di spendere in maniera più intelligente questi soldi? Ad esempio, investendoli in un progetto che portasse come risultato delle carrozze molto simili alle vecchie a due piani (che hanno funzionato così bene), magari senza troppi orpelli o fronzoli (come ad esempio dei monitor lcd, che sono sempre spenti oppure mostrano il logo di trenitalia, entrambe le cose davvero molto utili).

Per non parlare delle follie progettuali che caratterizzano sia i TAF (la perla, una scala a mezza chiocciola con gradini da pochi cm di larghezza) che i TSR (sedili posti uno di fronte all’altro lungo un corridoio di passaggio, così la gente deve continuamente ritrarsi per lasciar passare il fiume di viaggiatori alla disperata ricerca di un posto).

Insomma, l’impressione mi pare la seguente: ancora una volta Trenitalia ha speso soldi in qualcosa che non solo è costoso, ma oltretutto inadeguato alle reali esigenze dei pendolari. La cosa che mi fa più rabbia è che gli errori fatti con queste scelte sono così madornali che mi domando se i dirigenti di questa “grande” azienda sappiano minimamente su che cosa prendano decisioni. Incompetenza o logiche aziendali perverse alla base di tutto ciò? Temo che non lo sapremo mai…

Chiudo con qualche battuta: mi fa davvero molto ridere (o arrabbiare, a seconda del momento), sentirmi dire dagli addetti di trenitalia che il servizio è migliorato: ma dove, in che cosa? Solo perchè i treni passano (quando passano, visto il numero di soppressioni GIORNALIERE, che affliggono le tratte suburbane) e portano a destinazione (quando ti ci portano, a volte capita anche che un treno diretto a Pioltello finisca la sua corsa a Porta Garibaldi)?

Sarebbe bello avere a disposizione qualche strumento per opporsi a tutto questo, purtroppo siamo noi che paghiamo, ma ci tocca subire. Tutto questo mi fa una rabbia….

Comunque, ancora una volta, grazie a Trenitalia, che ha certamente migliorato la qualità della mia vita.

P.S.: qualcuno di voi sa che fine ha fatto la colomba bianca della pubblicità? Io credo di saperlo, l’ho trovata un giorno spappolata sul pavimento di un TSR….

P.P.S.: le informazioni che ho trovato le potete reperire anche voi da qui e qui.

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2 Risposte to “Questo pazzo pazzo pazzo mondo: Trenitalia”

  1. lucio Says:

    permettimi di dirti che il tsr e un treno delle ferrovie nord e che in questo momento hanno in gestione anche la s5.detto questo c’e da dire che il tsr e venduto in composizioni da 3,5 e 6 elementi(carrozze) e che puo’ viaggiare in “doppia”cioe 2 elettrotreni accoppiati.prova ad immaginare 2 treni da 5 vetture o addirittura da 6 quanti posti offrirebbero!tra l’altro il tsr e un treno a potenza distribuita(praticamente tutte le vetture sono motorizzate)e questo li consente rapide accellerazioni,cosa indispensabile per i servizi suburbani.in sintesi quello che volevo dire e:il treno tsr e un’ottimo prodotto che ha bisogno ancora di un periodo di presercizio per risolvere i guai di gioventu,quello che non va sono i dirigenti che non organizzano per esempio le doppie di tsr a 5 pezzi quando e l’ora di punta.ciao

  2. Pietro Alfano Says:

    Ciao Lucio, grazie mille per il tuo commento. In effetti, grazie alla tua osservazione, ho scoperto che la linea S5 è gestita da un’associazione temporanea d’imprese che unisci Trenitalia, Ferrovie Nord e ATM (http://www.lineas5.it/azienda.htm).

    Sono passati diversi mesi dal mio post e devo ammettere che la situazione sta migliorando, anche se abbiamo passato un altro periodo infernale nei mesi di giugno, luglio, dal momento che i tsr sono stati in manutenzione straordinaria, se non erro per consumo straordinario dei bordini delle ruote (http://www.ilpendolare.com/2009/06/22/tsr-canta-che-ti-passa). Risultato: proprio quando pensavamo che la chiusura delle scuole, la riduzione delle attività universitarie e le ferie ci avrebbero garantito un pochino di tranquillità in più durante i viaggi, ci siamo invece ritrovati a viaggiare nuovamente come sardine, spessissimo anche nella cabina di pilotaggio, di fianco al macchinista (e non sto esagerando, l’ho visto con i miei occhi).

    Sono pertanto assolutamente convinto di quel che dici, ovvero che i tsr, qualora utilizzati con le corrette configurazioni, siano convogli assolutamente validi, un po’ meno sul fatto che siano un ottimo prodotto, anche se mi sembra che la frequenza delle soppressioni dovute ai guasti sia in effetti diminuita (questo gioca ovviamente a favore della tesi che inizialmente si sia trattato di “peccati di gioventù”).

    Concludendo: concordo con te anche sul fatto che spesso la dirigenza non sappia operare scelte corrette sulla lunghezza dei convogli, ma alla fine, che si tratti di peccati di gioventù, di errate scelte aziendali, del caldo, del freddo, della pioggia della neve o della fata turchina, chi subisce disagi è sempre e solo il pendolare, che spesso non si vede corrisposto nemmeno uno sconto dovuto sull’abbonamento (questa estate abbiamo sì viaggiato più o meno puntuali, ma in condizioni quasi da lager, ma ciò non rientra nei canoni stabiliti per lo sconto sull’abbonamento).
    Mi rendo conto che ci siano dei segnali che mostrano la volontà di migliorare il servizio da parte delle aziende interessate, speriamo che le cose continuino lunga questa direzione, me lo auguro di cuore.

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