Web 2.0: un’altra bolla?

mercoledì 5 dicembre 2007

Dopo un po’ di tempo, torno con un video molto divertente, per il commento vi rimando a questo link:

Bolla 2.0? Ridiamoci sopra… ma senza esagerare

Senza parole (perchè non servono, bastano i numeri)

giovedì 4 ottobre 2007

Ho letto oggi questa notizia:

Sanità per i bambini poveri Veto di Bush sulla legge

Sono rimasto colpito, ho quindi deciso di fare un raffronto tra quanto speso per la guerra in Iraq e quanto speso per il programma di cui si parla nella notizia fino a questo momento.
Ebbene, i risultati della mia breve ricerca sono i seguenti.

Il programma sanitario statunitense è in vigore da 5 anni, per uno stanziamento di fondi pari a 25 miliardi dollari.
Per quanto riguarda il costo della guerra in Iraq (vedi qui), si stima che esso ammonti a 177 milioni di dollari. Al giorno. Pertanto, rapportando il costo allo stesso periodo di 5 anni, il totale è presto fatto:

177 milioni * 365 giorni * 5 anni = 323,025 miliardi di dollari

Pertanto, i fondi per la guerra in Iraq risultano essere di quasi 13 volte superiori rispetto a quelli per il programma sanitario. Evidentemente, intervenire è meglio che curare!

Ci facciamo … dueaspaghi.it

venerdì 28 settembre 2007

Navigando tra i blog che consulto abitualmente ho scoperto questo:
2 Spaghi
E’ un sito molto interessante, in stile Web 2.0: gli utenti segnalano dei ristoranti, che possono essere commentati e votati.
Il sito offre inoltre una mappa di ogni luogo, con la possibilità (e questa è davvero una chicca, a mio modo di vedere) di esportare la lista dei propri ristoranti preferiti nel formato che il navigatore Tom Tom utilizza per i propri punti di interesse (PDI). Conto di usarlo il più possibile nei prossimi giorni, così saprò darvi ulteriori altre indicazioni.

Quando argomentare è meglio che proclamare

venerdì 28 settembre 2007

Ho appena terminato di leggere questo libro:

Immagine di Unioni di fatto, matrimoni, figli tra ideologia e realtà

Mi sento di consigliarlo a tutti, perchè si tratta di un’opera molto chiara e seria, che affronta un tema molto importante come quello delle unioni di fatto e il loro rapporto con la “famiglia fondata sul matrimonio”.

Ciò che più mi ha colpito è che mi sono reso conto di quanto l’informazione che ci arriva da tv e giornali è spessissimo frammentaria, parziale o addirittura strumentalizzata. Si tratta cioè di una serie di “proclami”, che nascondo la verità o addirittura in alcune situazione la stravolgono.

La ricerca e l’approfondimento sui problemi della nostra società (attuali e futuri) mi pare sempre più condizione irrinunciabile se vogliamo davvero avere una speranza di riuscire a capire il mondo che ci circonda.

Un calendario con la G maiuscola!

mercoledì 19 settembre 2007

Come forse già sapete sono un ammiratore di Google e dei suoi servizi. Voglio parlarvi in questo post di Calendar, il calendario che BigG mette a disposizione dei suoi utenti. E’ un servizio relativamente semplice, che permette di creare più calendari, definendo quali di questi siano pubblici (e quindi accessibili anche ad altri utenti attraverso gli appositi link forniti) e quali invece siano da mantenere privati. E’ quindi possibile utilizzare questo servizio per una sorta di calendario collaborativo semplificato, oltre che per esporre la propria agenda di appuntamenti, nel caso lo si ritenesse necessario. E’ inoltre possibile integrare Calendar nel proprio sito attraverso le API messe a disposizione da Google. La ciliegina sulla torta è il servizio di notifica degli appuntamenti di Google, che contempla anche l’invio di sms ad un numero di cellulare configurato appositamente.
Bello, no? A costo zero abbiamo così a disposizione una soluzione non certo professionale (mancano parecchi elementi quali la classificazione degli appuntamenti, gestione avanzata delle collaborazioni, etc…), ma sicuramente adatta a moltissimi utenti che hanno la semplice esigenza di gestire un calendario con degli alert puntuali e che ci possono raggiungere quasi ovunque e sempre (grazie agli sms).

A questo punto però, nasce un piccolo problema: lo strumento con il quale solitamente fisso i miei appuntamenti in calendario non è certo il pc, quanto piuttosto il mio fedele piccolo palmare. Mi sono chiesto, quindi se fosse possibile trovare una soluzione per sincronizzare il calendario del mio palmare con Google Calendar.

Detto fatto: in rete scopro che Thunderbird, il client di posta di Mozilla Foundation, permette attraverso due estensioni (Lightning e Google Calendar provider) di gestire il calendario di Google. A questo punto manca l’ultimo tassello del puzzle, come sincronizzare Thumderbird con il mio palmare Windows Mobile 5, che permette nativamente la sincronizzazione con il solo MS Outlook. La soluzione si chiama BirdieSync.

E questo è tutto, sembra un giro complicato, ma in realtà non lo è affatto. Ora mi gusterò il periodo di prova del software di sincronizzazione, prima di salutare definitivamente Outlook.

QT Tab bar

venerdì 7 settembre 2007

Oggi ho installato questo programma, la cui recensione ho trovato su Punto informatico:

QT Tab bar

Mi sembra veramente molto molto carino, il che per me vuol dire che mi semplifica la vita nella annosa arte del folder surfing. Trovo molto comoda l’idea di avere dei tab (tipo firefox) con i quali navigare le proprie cartelle. E anche gli altri ammenicoli (come l’icona che consente di navigare le risorse da menu) sono interessanti. Lo consiglio caldamente a chi non ne può più di avere mille finestre ridotte a icona sulla propria barra di avvio di windows.

Serve un tagliando alla 194

giovedì 30 agosto 2007

Riporto il link ad un interessante editoriale di avvenire:

Serve un tagliando alla 194

Trenitalia, libertà di…

giovedì 19 luglio 2007

Come ogni giorno sono sul treno. Insieme a me, molte altre persone, meno fortunate, che viaggiano in piedi. La temperatura esterna è superiore ai 30 gradi, non oso pensare a quella interna, vista l’assenza del condizionamento (eccezion fatta per i buoni e vecchi finestrini splalancati). Sembra di viaggiare su un treno in India, con la gente ammassata all’inverosimile. Ciliegina sulla torta: come ogni giorno, per qualche oscuro motivo, l’ultima carrozza del treno è inaccessibile.
Il laconico foglio di carta annuncia “Carrozza fuori servizio”, ma solitamente (non saprei spiegarne il motivo), ad un certo punto del viaggio, che non saprei identificare con precisione, la carrozza viene aperta. Oggi no, oggi siamo tutti vicini vicini, stretti in un abbraccio caldo e appiccicoso del sudore che sgorga copioso da ognuno di noi. Se solo fosse disponibile quello spazio inarrivabile della carrozza proibita.
Cercare delle spiegazioni è ormai inutile, ci siamo tutti più o meno rassegnati a queste stranezze, pagate da noi pendolari continuamente, a causa della indadeguatezza e della insondabilità delle decisioni delle ex Ferrovie dello Stato.
Trenitalia, libertà di viaggiare. A nostro rischio e pericolo, aggiungo io!

Le 7 meraviglie

martedì 10 luglio 2007

Lo scorso 7 luglio (07/07/2007) sono state nominate le nuove 7 meraviglie del mondo. Se volete sapere qualli siano e come sono state scelte, vi rimando a questo post su Levysoft:
http://www.new7wonders.com/index.php

Se volete invece visitare direttamente il sito che ha organizzato il sondaggio (e organizza quello attuale sulle 7 meraviglie naturali), ecco qui il link:
NEW 7 WONDERS

L’indispensabilmente inutile

lunedì 2 luglio 2007

Ho letto questo interessante commento di Massimo Mantellini:

iPhone, lo shopping globale.

Mi è piaciuto molto l’accostamento fatto tra il fenomeno iPhone è l’idea del “culto”, una vera e propria adorazione di un feticcio, un oggetto che sembra portare dentro di sè promesse che vanno al di là della mera teconologia, arrivando ad investire aspetti profondi della propria, quasi che un nuovo telefono potesse davvero renderci migliori, più completi.
Mi viene in mente a questo proposito ciò che diceva Marshall McLuhan, l’inventore dell’espressione “villaggio globale”, secondo il quale la tecnologia è identicabile come estensione dei nostri sensi. Ogni oggetto del quale ci circondiamo sarebbe quindi una nostra “estensione”.

Quello che mi domando è dove ci porti questo bisogno quasi morboso di estendere il proprio essere con gli ultime trovate che le aziende sfornano (sia essa l’ultimo telefono in grado di sfornare briosche e caffè caldo o un cappotto D&G con superficie totale pari a quella di un bikini). A volte mi pare che l’uomo occidentale preferisca estendersi sempre di più (riprendendo l’espressione di McLuhan) perchè in questo modo riusciamo ad allontanarci da noi stessi, dalla fatica che comporta il fare i conti con il proprio io, la propria personalità, i propri difetti. Allora ci circondiamo di ogni genere di bene indispensabilmente inutile, basta che sia in grado di colmare almeno per la prossima settimana il nostro bisogno di distrarci da noi stessi.